Lo scorso 29 gennaio del nuovo anno in corso la Cassazione ha precisato con rigore che per il risarcimento del danno esistenziale non è sufficiente che dall’accaduto illecito siano scaturiti stress, ansie e semplici fastidi alla vittima. E’ necessario il radicale cambiamento della vita del leso.

Infatti, secondo l’ordinanza 2056/2018, il danno esistenziale presuppone il radicale cambiamento di vita, il cambiamento o l’alterazione della propria personalità e lo sconvolgimento della sua esistenza.
Si sottolinea che il danno esistenziale va provato da chi chiede il risarcimento secondo la regola generale espressa nell’articolo 2697 del Codice Civile: “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento“.

Dunque, il semplice stress, le ansie ed i disagi non bastano per provare il danno esistenziale.

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