Le novità della legge 104

Il corretto utilizzo della legge 104 passa anche attraverso i permessi retribuiti, stipulati dall’articolo 33. I beneficiari dei permessi retribuiti sono i lavoratori dipendenti e specifici familiari del disabile in questione. È importante sapere che i permessi vengono concordati al referente unico, quindi ad un unico lavoratore per assistere il disabile.
Ma quali sono le novità della legge 104? Sono state apportate modifiche al testo originario e bisogna, dunque, comportarsi di conseguenza.

I permessi retribuiti della 104

Come accennato, i permessi retribuiti possono essere concessi ad un unico lavoratore dipendente per assistere il disabile. Quest’ultimo, deve redigere un’autodichiarazione in cui vi è la scelta del lavoratore familiare dal quale si chiede assistenza.
È indifferente se il disabile ed il familiare in questione abbiano una propria residenza o vivano assieme.
Nel caso in cui il disabile assumesse un domicilio alla residenza di differenti parenti, è necessario che si presenti l’istanza del riconoscimento dei permessi retribuiti per ciascun lavoratore che presta assistenza.

Come si utilizzano i permessi retribuiti della 104

L’articolo 33 della legge 104 del 2000 attribuiva 3 giorni di permessi retribuiti ai familiari lavoratori che assistevano con continuità e in via esclusiva un parente portatore di handicap, anche se non convivente.
Nel 2010 vi è stata una riforma: sono caduti i requisiti di continuità ed esclusività dell’assistenza in modo da utilizzare permessi retribuiti a cadenza mensile. In questo modo, si ottiene un duplice beneficio: tutelare per persone con handicap ma anche colui il quale assiste, che difficilmente può dedicarsi alle proprie necessità.

 

La legge 104 si alleggerisce, dunque, per aiutare chi assiste con vero sacrificio i propri familiari che necessitano di assistenza.