È avvenuta il 18 gennaio la celebrazione dei 20 anni di attività dell’AIMAC.

Fondata nel 1997, l’Associazione Italiana Malati di Cancro, si è distinta per aver assistito i malati ed i loro familiari: costruzione di punti accoglienza e di informazione, aiuto telefonico Help-Line per ascoltare e dare speranza, creazione di brochure, guide e servizi online per aggiornare e sorreggere chiunque conviva, in modo diretto o indiretto, con il cancro.
L’informazione rappresenta la prima medicina per i malati di cancro è appunto la mission dell’associazione.

Per tutti i malati di cancro e per tutti i caregiver, ovvero chi si occupa del sostegno dei malati, l’AIMAC ha portato avanti molte lotte per il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali, soprattutto sul posto di lavoro. È infatti necessario sapere che un malato di cancro su tre è un lavoratore.

In tal senso, tra le battaglie vinte, vi è l’inserimento dell’art. 46 del Dlgs 276/2003 nella Legge Biagi: è stato introdotto il diritto per i malati di cancro di cambiare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time e viceversa.

Ed anche l’approvazione di un provvedimento che ha ridotto notevolmente i tempi di attesa (15 giorni) per l’accertamento dell’invalidità civile e dell’handicap [Legge 80 del 2006].

AIMAC, per prima, anni fa ha lanciato l’allarme sulla insorgenza di una nuova disabilità di massa– spiega Francesco De Lorenzo, Presidente AIMAC -. È importante sottolineare che questa nuova disabilità non comporta affatto un ulteriore assistenzialismo dimassa. Al contrario, la rivoluzione culturale guidata da AIMAC ha interpretato il bisogno dei malati di cancro di continuare a essere attivi e a lavorare, nell’interesse del singolo e della società. Per questo, la nostra Associazione ha affrontato le problematiche legate alla nuova disabilità di massa con lo spirito di una battaglia di civiltà, rimuovendo gli ostacoli principali che impedivano alle persone colpite e guarite dal cancro di assumere la consapevolezza di poter lavorare, relazionarsi con gli altri e ritornare a un’esistenza degna d’essere vissuta, pur in una condizione di rinnovata normalità.

È ancora molta la strada da percorrere affinché i progressi giuridici, al pari di quelli scientifici, arrechino altre opportunità ai malati di cancro. Per questo, AIMAC, insieme alle altre associazioni di volontariato oncologico, continuerà a impegnarsi per la diffusione della conoscenza dei nuovi diritti e a monitorare l’avanzamento dell’applicazione normativa con passione, professionalità e costanza.”