Anche se il medico svolge il proprio ruolo con meticolosità, non sempre è fuori pericolo legale: spesso accade che possono subentrare delle complicanze, anche dopo un intervento svolto correttamente. Ma quando il medico è tenuto a pagare il danno, anche se non ha commesso errori?

Obbligazione del medico

Sottolineiamo che l’obbligazione del medico verso il paziente nasce per contatto sociale, dunque dal semplice incontro tra medico e paziente. Questo vuol dire che il sanitario è tenuto a tutelare la salute del paziente, un bene garantito dall’art. 32 della Costituzione Italiana.

Inadempimento del medico

L’inadempimento del medico può essere dedotto dal corretto svolgimento dell’attività professionale: si applica, dunque, il principio della diligenza professionale che, stando all’art. 1176 comma 2, c.c. La conoscenza, la capacità e le circostanze in cui il sanitario svolge la sua operazione sono gli elementi che permettono la valutazione dell’eventuale suo inadempimento.
Vista la complessità della risoluzione delle operazioni richieste alla professione medica, la giurisprudenza tutela i medici con l’art. 2236: si risponde dei danni solo in caso di dolo o di colpa grave. Un esempio? Se non sono state elaborate le giuste tecniche, è molto difficile risolvere casi molto complessi.

Consenso informato

Per non incorrere in un risarcimento danno, il medico deve possedere il consenso informato. Si tratta di un diritto per la tutela dell’interessa del paziente, assieme ad una completa informazione, ma anche di una forma di rispetto per la sua libertà.
La consapevolezza e la conoscenza delle conseguenze dell’intervento medico, anche per prepararsi al meglio, rientrano tutte nel consenso informato, con frasi del tipo: “prevedibili conseguenze del trattamento sanitario”, “possibile verificarsi di un aggravamento della salute”, “eventuale impegnatività del percorso riabilitativo post-operazione”.

Il paziente ha il potere di scegliere tra le varie opzioni di trattamento medico, di ricevere ulteriori pareri da parte di altri medici e/o in altre strutture, ma anche di rifiutare o interrompere la terapia.

Secondo la Corte Suprema “la mancanza di consenso può assumere rilievo a fini risarcitori quando siano configurabili conseguenze pregiudizievoli derivate dalla violazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione in se considerato, del tutto a prescindere dalla lesione incolpevole della salute del paziente” [sentenza 26827/2017].

Risarcimento danni

I casi in cui conseguano degli svantaggi che il paziente non avrebbe scelto di sopportare e la considerazione della sofferenza che incombe sul paziente per conseguenze inaspettate perché non prospettate. La risarcibilità di questo tipo di danno non patrimoniale deve superare la soglia d’offesa, delineata dalle Sezioni Unite nn. 26972-26975 del 2008.

Nel caso in cui il paziente voglia richiedere un risarcimento del danno da lesione della salute, verificato per prevedibili conseguenze di una terapia, correttamente eseguita ma senza informare e, dunque, senza consenso prestato deve allegare quanto segue:

che egli avrebbe rifiutato quel determinato intervento se fosse stato adeguatamente informato (Cass. civ. Sez. III, Sent., 9-2-2010, n. 2847), allegando ancora che, tra il permanere della situazione patologica in atti e le conseguenze dell’intervento medico, avrebbe scelto la prima situazione, ovvero che, debitamente informato, avrebbe vissuto il periodo successivo all’intervento con migliore e più serena predisposizione ad accettarne le eventuali conseguenze (e le eventuali sofferenze) – predisposizione la cui mancanza andrebbe realisticamente e verosimilmente imputata proprio (e solo) all’assenza di informazione. (…) Infatti, se il paziente avesse comunque e consapevolmente acconsentito all’intervento, dichiarandosi disposto a subirlo qual che ne fossero gli esiti e le conseguenze, anche all’esito di una incompleta informazione nei termini poc’anzi indicati sarebbe palese l’insussistenza di nesso di causalità materiale tra la condotta del medico e il danno lamentato, perché quella incolpevole lesione egli avrebbe, in ogni caso, consapevolmente subito, all’esito di un intervento eseguito secondo le leges artis da parte del sanitario“.