L’ordinamento tutela gli invalidi civili riconoscendo una serie di prestazioni a carattere assistenziale per tutti coloro che ne hanno diritto. Queste sono prestazioni indipendenti dalla presenza di un rapporto di lavoro e, di conseguenza, dal versamento dei relativi contributi previdenziali.

Va da sé che, per poter usufruire dei benefici, è necessario un accertamento dello stato di invalidità ed anche la determinazione della sua misura da parte della Commissione Medica. Valutato, infatti, lo stato di salute della persona interessata, viene dichiarato il riconoscimento e la percentuale di invalidità attribuita.
La domanda per il conseguimento delle prestazioni di invalidità civile può essere sospesa nel momento in cui la Commissione abbia necessità di accertare la stabilizzazione della menomazione.

Le principali prestazioni riconosciute ai soggetti beneficiari sono:

  • la pensione di inabilità civile
  • l’assegno mensile di invalidità

 

L’assegno mensile ha un importo di 282,55 € con la condizione che la percentuale di invalidità sia compresa tra il 74% ed il 100% e il soggetto abbia un’età compresa tra i 18 ed i 66 anni e 7 mesi (condizione valida per il 2018).

Inoltre, un altro elemento da considerare per avere il diritto all’assegno è il limite reddituale, che cambia in base alla percentuale di invalidità riconosciuta:

  • se la percentuale di invalidità è inferiore al 74%, non vi è alcuna indennità
  • se la percentuale di invalidità è compresa tra il 74% ed il 99% ed un reddito annuo inferiore ai 4.853,29 €, si ha diritto ad un assegno mensile di 282,55 €
  • se la percentuale di invalidità è pari al 100% ed un reddito annuo inferiore ai 16.664,36 €, si ha diritto ad un assegno mensile di 282,55 €

 

La commissione medica comporrà il verbale di invalidità dopo la visita di accertamento del soggetto interessato, contenente la diagnosi e il grado di invalidità riconosciuto secondo la tabella D.M. 5 febbraio 1992. Questo verbale determinerà il diritto o meno alla prestazione economica, e deve essere notificato dall’INPS con raccomandata A/R all’interessato entro 120 giorni dal giorno della visita.

Potrebbe accadere che la commissione non esprima un parere immediato riguardo al grado di invalidità e che ritenga necessario rivalutare il soggetto con una seconda visita.
Questa situazione potrebbe nascere nel momento in cui il medico che effettua la prima visita consideri il paziente in uno stato di “patologia non stabilizzata”, per la quale non è possibile attribuire un grado di invalidità.

Nel caso in cui il soggetto non ritenga opportuno il giudizio espresso dalla Commissione Medica, può fare ricorso presentando domanda giudiziale entro i 6 mesi successivi dal ricevimento del secondo verbale ai sensi dell’art. 42 del Decreto Legge 30.09.2003, convertito in legge 24.11.2003 n.326.