Il decreto legge 4/2019 approvato porta non poche conseguenze per tutti i beneficiari di sostegno al reddito e assistenza a vario titolo. Sotto certi versi, si tratta dell’ennesima occasione mancata per un riordino dei sostegni statali.
Anche il reddito di cittadinanza si aggiunge al marasma confusionale.

Il reddito di cittadinanza

Partiamo col precisare che il reddito di cittadinanza è una semplice integrazione al reddito disponibile del beneficiario. Si tratta di un reddito che si riduce progressivamente al crescere del reddito e aumenta alla riduzione del reddito disponibile. La somma concessa sarà mediamente inferiore ai 780 euro che spesso leggiamo in giro, in quanto verrà conferita solo in rari casi.

 

Importo conseguibile

Il reddito di cittadinanza è composto da due benefici:

  • una quota di integrazione al reddito
  • una quota aggiuntiva per chi vive in locazione

La prima quota è dipendente dal numero e dalla tipologia dei componenti di un nucleo familiare. Infatti, sale del 40% per ogni componente aggiuntivo nel nucleo familiare (se minorenne, sale del 20%), fino ad un massimo del 210%.
La quota di integrazione al reddito è di 500 euro al mese che, per fare due calcoli, può salire a 700 euro mensili per due componenti maggiorenni, 900 euro per tre componenti e 1.050 euro per quattro.

La somma può aumentare per chi vive in locazione: si aggiungono 280 euro al mese per il reddito di cittadinanza e 150 euro al mese per la pensione di cittadinanza. Nel caso vi fosse un mutuo della casa di abitazione, la quota può essere di massimo 150 euro mensili, sia per il reddito che per la pensione di cittadinanza.
Fatte le dovute premesse, bisogna ricordare che tutti i trattamenti assistenziali che richiedono la “prova dei mezzi” (ovvero il calcolo dell’ISEE o la valutazione del reddito) subiscono un taglio del nuovo sussidio.
Per fare un esempio pratico, in un nucleo familiare composto da due membri in cui è presente un titolare di pensione di invalidità civile avrebbe diritto ad un reddito di cittadinanza di 700 euro, ovvero 8.400 euro annui. Ma a questa somma va sottratto l’importo di invalidità civile, ovvero 3.770 euro annui. L’importo finale del Reddito di Cittadinanza corrisposto al nucleo sarà di circa a 4.700 euro annui, ovvero 8.400 euro meno 3.770 euro.
Se anche il coniuge dell’invalido percepisce altri redditi, va da sé che il Reddito di Cittadinanza si ridurrà ulteriormente.

Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento, resterà pienamente cumulabile con il reddito di cittadinanza in quanto si tratta di una prestazione non sottoposta alla prova dei mezzi.